Interrogativi evasi ed inevasi

 

 

Lo scopo di questo sito, oltre a fornirvi un contenitore multimediale su Paupisi, la sua storia e le sue tradizioni, è anche quello di trovare una risposta alle domande che di seguito ci siamo posti. Siamo convinti che riusciremo grazie alla vostra collaborazione, alla tradizione orale degli anziani del paese, oltre che ad un'attenta esegesi presso gli archivi di stato e quelli parrocchiali.

 

 

1) Chi furono veramente Caporal Meo e Caporal Gennaro, la storia delle loro scorribande e l'epilogo della loro vicenda umana;

2) Chi erano, quanti erano e come erano organizzati i briganti di Paupisi;

3) Dove si trova la masseria "Fontanella" di S. Pietro La Difesa, citata nel libro "Paupisi nella storia" di Floridante Bizzarro come teatro di un sequestro;

4) Dove si trova , ove esista ancora e non sia andata perduta, la lapide di epoca romana, di cui abbiamo pure una vecchia foto di seguito. Giovanni Procaccini di S.Stefano ci ha fornito la chiave di questo enigma: la lapide, un'arca funeraria, apparteneva a tale Caio Acellio Syneros di S. Stefano, ed era ubicata sul tracciato della via Latina che da Telese portava a Benevento, tra gli attuali comuni di Solopaca e Paupisi. Tale arca faceva parte di un complesso sepolcrale di forma cilindrica nella punta alta e quadrato alla base in opera cementizia con ammorzature di laterizi nelle nicchie interne, facilmente individuabile da chi percorre la ss 372 Telese-Caianello, all'altezza della contrada "Volla". "L'arca funeraria, oggi nel museo di Benevento, reca la seguente iscrizione:

 

C . ACELLIVS . C . ET L . L . SYNEROS

AVGVSTALIS . MERCATOR . SVARIVS

SIBI . ET . CALPVRNIAE . SP . F . PHYLLIDI . VXORI

C . ACELLIO . C . F. FAL . VEMENTI . FILIO

S AED . PR . II . VIR . Q . PRAEF . FABR

HOMO . ES . RESISTE . ET . TVMVLVM . CONTEMPLA . MEUM

IVENIS . TETENDI . VT . HABEREM . QUOD . VTERER

INIVRIAM . FECI . NVLLI . OFFICIA . FEC . PLVRIBUS

BENE . VIVIER . OPERA . HOC . EST . VENIVENDVM . TIBI

 

Le parole " Tumulum contempla meum" ( "contempla il mio sepolcro"), fanno pensare che la tomba sia di Caio Acellio, seppur non vi sia una certezza matematica. Dall'iscrizione risulta che l'Augustale Caio Acellio Syneros, mercante di suini, edile, pretore, duovir iure dicundo, quinquennalis e prefetto delle fabbriche, appartenente alla tribù Falerna, costruì l'arca sepolcrale per sè , per la moglie Calpurnia e per il figlio Caio Acellio Vementi. Rivolgendosi poi ai passanti invitava " O viandante guarda e contempla il mio tumulo, nella giovinezza mi sforzai di ottenere ciò di cui avrei avuo bisogno nella vecchiaia, esercitai molti uffici e tutti senza infamia, in modo da vivere bene e operare molto. Caio Acellio Syneros apparteneva alla nobiltà ed esercitò tutti gli uffici che il suo rango gli consentiva nella città di Telese. Fu edile con funzioni amministrative, pretore con funzioni giuridiche, duoviro con funzioni giurisdizionali, prefetto delle fabbriche (strade ed edifici pubblici). Ma soprattutto fun un grande commerciante di suini che poteva inviare ovunque avendo potestà imperiale, forse appartenente alla famiglia dell'imperatore.

L'arca sepolcrale è databile tra il I e il II secolo d.C. Infatti i titoli vantati da Acellio di edile, pretore, duoviro, iniziano ad essere usati nell'area telesina con l'imperatore Augusto.

Le proprietà di Acellio, però, erano nell'attuale contrada S. Stefano, oggi del comune di Vitulano, ma allora territorio telesino. Tuttavia la produzione dei suini veniva certamente fatta ai piedi del monte Pentime e di Camposauro, attualmente dei comuni di Vitulano, Solopaca e Paupisi.

L'azienda agricola di Acellio dovette essere molto grande ed organizzata tanto da poter esportare il prodotto nell'impero.

L'arca sepolcrale venne sistemata sulla via Latina nella contrada S. Stefano nei pressi della villa padronale andata perduta ma certamente ubicata nelle attuali proprietà della famiglia Procaccini". E noi approffittiamo per ringraziare ancora una  volta la famiglia Procaccini per averci dato questi lumi importanti.

5) L'etimologia del nome "Paupisi". In tal caso sia il professor Floridante Bizzarro che il professor Nicolino Polcino, illustri e molto compiante personalità nella storia del nostro paese, si sono abilmente cimentati in questa non semplice ricerca con risultati interessanti e dissimili al contempo; una mia ricerca, che ad uno studioso di professione potrebbe sembrare autentica bestemmia, e che , pertanto, non ha nessuna pretesa di oculata indagine storica, mi ha portato alle seguenti considerazioni: sembra appurato che in contrada San Pietro La Difesa si trovassero anticamente tombe romane, la cui ubicazione odierna (ammesso che ancora esistano) resta per me sconosciuta al momento. Il professor Nicolino Polcino, nel suo libro "Paupisi del mio cuore" riferisce di una bolla papale del XIII secolo che menziona il paese come "Papisii", offrendo come possibile soluzione di questo rompicapo, una qualche connessione con la gens Papia dell'antica Roma. Sfruttando questa stessa radice ho effettuato una ricerca tra alcuni testi sulla storia di Roma, e mi sono imbattuto in un Lucius Papirius Crassus, dittatore a partire dal 339 a.C.  A questo punto mi si potrebbe obiettare che il nome Papirius poco si adatta alla radice "Papisii". Tuttavia, a corroborare questa mia modestissima tesi, giungerebbero due interessanti corollari. In primis , narra Cicerone ,riferendosi a questo personaggio, che "primus Papisius est vocari desitus", cioè che prima era chiamato Papisius, quindi c'era stata una variazione "anagrafica" del nomen. In secundis, pare che costui si fosse distinto nelle campagne militari contro i Sanniti. Due indizi che certamente non fanno una prova incontrovertibile, ma che, quantomeno, rappresentano un discreto punto di partenza. Non vedo per quale motivo , se Telese prende il nome da Caio Ponzio Telesino, altro importante condottiero, Paupisi non potrebbe derivare il suo nome da Papirius/Papisius dittatore romano. Le storie di tombe e ritrovamenti di epoca romana in quel di San Pietro potrebbero celare un possibile avamposto o accampamento fondato appunto da questo insigne dittatore. Vi terrò aggiornati in caso di novità. 

6) L'origine dello stemma comunale di Paupisi, trattata nel paragrafo successivo, in fase realizzativa.

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Il castello di Castiello

Un nome, un soprannome, in generale un antico appellativo, molte volte  raccontano più cose di quante ne possa dire la storiografia ufficiale, che ha nel carteggio e nei documenti il suo punto di forza ma anche il suo principale limite alla ricerca. E' il caso del rione che tutti chiamano "Castiello",  il più antico in assoluto di tutta Paupisi. Un nome che ha un'origine lontana nel passato dei secoli e che, a quanto pare, da alcune importanti studi e ricerche effettuate dal nostro amico architetto Pasquale Lamberti, al quale appena possibile chiederemo lumi, indicherebbe l'ubicazione di una torre di guardia. Probabilmente lo stemma stesso del Comune di Paupisi rappresenta molto più di un simbolo...